La festa della Madonna delle Grazie

Il quadro della Madonna delle Grazie
Il quadro della Madonna delle Grazie

Il 15 agosto tutta la Chiesa celebra l'Assunzione della Vergine Maria al cielo. A Motta in questo giorno, che è anche la vigilia della festa di San Rocco, è dedicato a Maria SS. delle Grazie raffigurata da un bellissimo quadro realizzato ad olio su tela e da una statua nella chiesa omonima. La particolarità di quest'opera d'arte sta nel fatto che in basso si trova una rappresentazione della parte alta del paese come appariva nei secoli passati. Questo luogo tra il 31 luglio ed il 14 agosto diventa il cuore delle celebrazioni dato che si svolge la “QUINDICINA” di preparazione .
La festività si apre di prima mattina quando la banda musicale cittadina compie il giro per le vie principali del paese ed annuncia a tutti l'inizio dei giorni festivi. Durante la mattinata vengono celebrate due Messe: una nella chiesa della Madonna delle Grazie, l'altra alle 11 nella chiesa Madre. Il pomeriggio è occupato dai giochi per grandi e piccini, tra cui il tradizionale “IUOCU DI PIGNATI” (gioco delle pentole), che si svolgono nella centrale piazza San Luca e che fanno divertire tutti coloro che vi assistono.

La sera dopo la Santa Messa vespertina celebrata nella chiesa Madre, si svolge la solenne PROCESSIONE IN ONORE DI MARIA SS. DELLE GRAZIE, che vede la partecipazione delle associazioni religiose parrocchiali e di un notevole numero di fedeli. Durante il corteo si fa una sosta nella chiesa di San Rocco dove vengono recitati i primi Vespri in onore del Santo protettore. Al termine di questa celebrazione la processione riprende per terminare nella Chiesa Madre. 

In tarda serata in piazza San Rocco si svolge il CONCERTO DELLA BANDA MUSICALE “Città di Motta d'Affermo” che riscuote sempre un notevole successo di pubblico.

 

 


La festa di San Sebastiano

San Sebastiano
San Sebastiano
Il culto di San Sebastiano a Motta è molto antico, se si pensa che si hanno notizie di una chiesa dedicata al suo culto già nei primi anni del 1500. Nel corso dei secoli la devozione nei confronti del giovane martire non si è persa e ciò è testimoniato anche dalla bella festa in suo onore e da un buon numero di persone che ne portano il nome. Nel 2010 è stata ripresa la tradizione di effettuare la processione anche il 20 gennaio, festa liturgica del Santo, che non si era svolta per oltre un secolo anche se quella estiva è certamente più partecipata e sentita. Fino ad alcuni decenni fa veniva celebrata la prima domenica di settembre, in seguito cambiò diverse date fino a trovare stabile collocazione al 19 agosto.
La mattina del 19 agosto inizia con le allegre note della banda musicale cittadina  che compie il giro delle vie principali della cittadina. Alle 11 viene celebrata nella chiesa Madre la Santa Messa solenne, al termine della quale in piazza San Luca il complesso bandistico esegue delle marce sinfoniche. È nel pomeriggio che però si svolge la manifestazione più bella e suggestiva: la cosiddetta “PROCESSIONE DELLA QUESTUA”. In passato serviva per raccogliere le offerte per l'organizzazione della festa, che consistevano in doni in natura come olio, nocciole, fave, frumento e vino. Oggi non si è persa la tradizione ma le offerte sono costituite da somme di denaro. Durante la processione è portato a spalla e a piedi scalzi da portatori vestiti in bianco con fascia rossa ai fianchi (che rappresenta il sangue del martirio), il fercolo di epoca barocca (1619) della bottega dei Li Volsi addobbato da una miriade di nastri svolazzanti di diversi colori. Sulla stessa Vara, oltre all'antica statua cinquecentesca trova posto anche il reliquiario e gli ex voto. In alcuni punti prestabiliti il sacerdote effettua con la reliquia di San Sebastiano la benedizione del paese e delle campagne. La processione ha un percorso più lungo rispetto alle altre che si svolgono nel paese, infatti, tocca tutti i punti estremi dell'abitato e durante le soste la gente usa offrire ai portatori un piccolo rinfresco. Tre sono i momenti più spettacolari della processione: all'arrivo in piazza San Luca i portatori fanno compiere alla Vara tre veloci giri per onorare il Patrono, mentre quando giunge in piazza San Rocco per tre volte fa avanti e indietro dall'ingresso della chiesa del Santo Protettore come segno di rispetto (questo gesto viene chiamato “a riverenza”). Quasi al termine è, invece, il momento della corsa della Vara nella ripida via San Carlo. Dopo circa tre ore la processione rientra nella Chiesa Madre.
La sera, dopo la Santa Messa vespertina, è il momento di una nuova PROCESSIONE molto più breve di quella pomeridiana e che tocca solo le vie principali del paese. Anche in questa occasione viene riproposta la spettacolare corsa della Vara. Alla fine, prima che San Sebastiano rientri in chiesa si assiste ad uno spettacolo pirotecnico. Fino al 1780 le processioni si concludevano presso la chiesa di San Sebastiano (in seguito dedicata a San Carlo e oggi salone parrocchiale). Nel dopo cena, come da tradizione, si svolge uno spettacolo conclusivo in piazza San Luca.