La festa

Devozione
Devozione
La festa, ricca di tradizioni secolari, è forse una delle più belle della nostra regione. È nella seconda metà del Cinquecento che ha origine la festività in onore di San Rocco a Motta e che da sempre rappresenta il giorno più atteso dell'anno da tutti gli abitanti del paese ma che richiama anche numerosi emigranti sparsi per l'Italia e per il mondo ed i devoti dai centri vicini. A differenza della maggior parte dei festeggiamenti patronali che si svolgono nel mese di agosto in tutta la Sicilia, nel nostro caso siamo di fronte ad una celebrazione che cade nel giorno della festa liturgica e non di una "edizione estiva", visto che la Chiesa ha fissato la memoria di San Rocco proprio per il 16 agosto. 
Le celebrazioni in onore del Santo partono il giorno 7 agosto quando ha inizio la “NOVENA”, i nove giorni di preparazione alla festa, che dura fino al giorno 15. La sera, prima della Santa Messa vespertina, viene recitata la tradizionale Novena, una coroncina che ricorda episodi della vita del Santo dalla sua nascita prodigiosa fino alla morte. 
Il 16 agosto la giornata inizia alle ore 6.30 quando, nella chiesa di San Rocco, viene celebrata la cosiddetta “S. MESSA DEL PELLEGRINO”, che vede sempre una grande partecipazione non solo dei cittadini mottesi ma anche dei fedeli provenienti dai paesi vicini, a volte anche venuti a piedi per sciogliere un voto. Alla fine della Messa il sacerdote benedice dei piccoli pani che sono allora distribuiti ai fedeli per essere portati a casa ed essere mangiati un po' da tutti, in particolare dagli ammalati. Dopo la cosiddetta “alborata”, cioè lo sparo di alcuni grossi petardi, il complesso bandistico compie il giro delle vie principali della cittadina. Alle 10 si svolge la “PROCESSIONE DEI MIRACOLI”, così chiamata perché vi prendono parte tutti coloro che hanno ricevuto delle grazie particolari e che vogliono così pubblicamente ringraziare il Santo. Molti sono quelli che camminano a piedi scalzi e fanno offerte in denaro, mentre in passato erano  molto comuni torce di grandi dimensioni (chiamati “miraculi”) o oggetti in oro. Durante la processione il sacerdote porta in mano un reliquiario contenente una reliquia di San Rocco. Alle ore 11 viene celebrata la SANTA MESSA SOLENNE.  
Nel pomeriggio si svolge di solito la “CAVALCATA STORICA”, che consiste in una lunga fila di cavalli (o anche asini o muli) che sfilano per le vie del paese dietro uno stendardo con l'immagine del Santo con le offerte in denaro. La cavalcata si conclude in piazza San Rocco quando dal palco un poeta locale recita una poesia dialettale ed avviene anche la premiazione di tutti i partecipanti.
La sera, prima della S. Messa, le autorità civili e militari di Motta e dei paesi vicini si riuniscono nel palazzo municipale e si recano in corteo con i gonfaloni insieme alla banda musicale fino alla chiesa di San Rocco dove parteciperanno alla celebrazione eucaristica e alla processione. Al termine della “SANTA MESSA VESPERTINA”, ci si inizia a preparare per la PROCESSIONE, sempre partecipatissima, che rappresenta il momento clou della giornata. Il pesante fercolo del Santo attende i numerosi portatori che lo guideranno a spalla per le vie del paese al grido di “Viva Santu Roccu”.
Nel corso della corteo processionale deve assolutamente essere vista la spettacolare “CORSA DELLA VARA” nella ripida scalinata della via San Carlo, quando il fercolo viene fatto correre e trainato tramite una catena costituita dalle mani e dalle braccia dei portatori.
La processione si conclude in piazza San Rocco, quando il Santo fa per tre volte avanti e indietro dall'ingresso della chiesa, quasi come se volesse salutare tutti coloro che hanno nei suoi confronti fiducia e devozione.
La giornata si conclude in tarda serata con uno spettacolo in piazza San Rocco e con gli immancabili fuochi d'artificio in via Fontana.
 
Un momento della processione
Un momento della processione